Associazione Portatori della Vara della Madonna della Consolazione

Storia della Madonna della Consolazione…in pillole

Frammenti di storia di “Nostra Signora: Maria ru Cunsolu”. La Madonna della Consolazione della città di Reggio Calabria.

La storia dei Frati Cappuccini, quella della città  di Reggio è stata sempre intrecciata alla storia della Madonna della Consolazione, agli eventi che fecero nascere, maturare ed espandersi il culto a Maria, onorata sotto il titolo di Madre della Consolazione. Conoscerne la storia, significa entrare nelle radici e nella cultura della nostra città , e penetrare nel mistero della devozione Mariana della nostra gente.


L’arrivo del primitivo quadro della Madonna della Consolazione in Calabria viene generalmente fatto risalire tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. Secondo alcuni fu portato da una sconosciuta famiglia genovese trasferitasi nella nostra regione (famiglia Mari che già in Genova coltivava il culto alla Madonna della Consolazione), all’epoca nella famiglia Logoteta vi era la presenza di una signora Mari da Genova. Secondo il Parisio il quadretto fu portato da Rossano a Reggio da Elia lo Speleota nel terreno della nobile famiglia di Pietro Laboccetta, dove in seguito sorse la prima cappella eremitica. Successivamente, per via ereditaria, la proprietà  passò alla famiglia Pescara di Diano. Non è improbabile che le due notizie possano essere consecutive e non contraddirsi tra loro.


Nasce, in Calabria, la riforma cappuccina, per opera dei ff. Ludovico Comi e Bernardino Molizzi da Reggio.


Dall’Eremo di Val di Tuzio o Valletuccio, dove vivevano in alcune capanne di fango e canne secondo lo stile della nascente riforma cappuccina, 13 frati (8 sacerdoti e 5 laici): Ludovico Comi (1466-1537), Bernardino Molizzi (1476-1535) detto il Giorgio, Francesco il Palamone (1464-1544), Giovanni Romeo da Terranova (morto nel 1573), Francesco da Dipingiano, Ludovichello Giunta da Reggio (morto nel 1545), Michele Gambella da Castrovillari (morto nel 1537), Francesco da S. Martino (morto nel 1574) ed i convessi: Angelo da Calanna (morto nel 1555), Matteo Sacco dei Coromanti (morto nel 1555), “detto Cavamanzo, Giovanni Candela (morto nel mese di novembre del 1555), Antonino Tripodi (1506-1586) e Bonaventura da Reggio (morto nel 1555), detto il seniore, si stabiliscono a Reggio, in località  Eremo, perchè chiamati dall’Arcivescovo Gerolamo Centelles (dal 1529 presule della Metropolia reggina) per collaborare alla rinascita spirituale e morale del clero e della popolazione reggina. Un notabile del luogo, Giovanni Bernardo Mileto, offre un suo terreno su cui preesisteva la cappelletta della Madonna della Consolazione ed il piccolo ospizio (località Botte). Da li a poco, con l’aiuto dei Reggini sorse la nuova chiesa ed il convento. Era il 30 maggio del 1533. Nel 1583 Giovanni Domenico Cumbo amplia questo terreno con un’altra donazione. Nel 1712 Francesco Mantica, per soddisfare un voto fatto dopo esser stato guarito per intercessione della Madonna, offrirà un terreno a sud dei precedenti. Infine nel 1747 Paolo Cumbo cede un terreno posto più a settentrione.


Sebastiano Sebastiani scultore marchigiano originario di Camerino, formatosi nella bottega dei fratelli Lombardi a Recanati, dove morì nel 1626, è l’autore della campana in bronzo che reca la data del 1546, conservata nel sacro convento. Essa risuonò sulla collina dell’Eremo nella prima chiesa che ospitò il miracoloso Quadro della Madonna della Consolazione che ammiriamo nella Basilica dei Padri Cappuccini. La campana, ripulita da Ilario De Marco, pur all’interno del Convento, è stata rinvenuta nel 2010 da Padre Giuseppe Sinopoli (guardiano del convento), Luciano Maria Schepis (storico) e Gaetano Surace (presidente dell’associazione Portatori della Vara).


Camillo Diano commissiona al pittore Niccolò Andrea Capriolo da Reggio una riproduzione su misure più grandi del quadro della Madonna della Consolazione che già si trovava nella cappellina del bosco donato ai Cappuccini per l’erezione della casa. Il Diano, porterà in seguito a Malta, la tavoletta primitiva raffigurante la Madonna della Consolazione dove sparirà nel 1798, in seguito all’arrivo nell’isola di Napoleone. La nuova Effigie, su 4 tavole di noce unite, misura cm. 138 x cm. 143 e non 120 x 120 come è uso dirsi. Il dipinto raffigura la Madonna assisa in trono, col Bambino Gesù sul braccio destro, incoronata da due angeli che sostengono con una mano la corona sul capo della Vergine e con l’altra la palma della vittoria. Il pittore aggiunge ai lati del trono, san Francesco d’Assisi che reca il libro della Genesi, come indica la scritta dell’incipit “in principio creavit Deus celum / terra autem erat inanis et vacua”, sulla mano sinistra il Serafico Patriarca mostra le sacre stimmate e sostiene una croce latina di aspetto estremamente semplice; alla sinistra della Divina Signora, sant’Antonio da Padova regge un giglio mentre nell’altra mano stringe un libro rosso chiuso. Ai piedi del sedile della Vergine un cartiglio, purtroppo mutilo, recita: “opus fieri co… Andria Cap… pitturi 1547”. Dietro le figure dei santi, il fondo presenta due fusti di colonne in fiamme con decorazioni vegetali. La resa pittorica dei tessuti è accentuata con chiaroscuri e variazioni di tonalità sia sui sai dei santi, come sul mantello della Vergine o sul delicato velo che avvolge il Bambino. Grande importanza nell’insieme della composizione rivestono i particolari: il manto di Maria è bordato da una preziosa passamaneria che richiama il disegno delle oreficerie rinascimentali. Le fantasie nelle stoffe e le sfumature di colore sulle vesti degli angeli come anche il movimento del fianco dello sgabello della Vergine, riflettono le influenze stilistiche del XVI secolo. Particolari sono i riferimenti ai simboli: le colonne in fiamme mostrano una vegetazione intricata, ma sono un preciso richiamo alla predicazione di san Paolo a Reggio; la corona della Vergine è della medesima tipologia di quella reale d’Aragona, simile a quella che si ritrova sul sigillo ufficiale della città  di Reggio.

Il sito dell’Associazione Portatori della Vara di S. Maria Madre della Consolazione è dedicato a tutti i portatori della Vara.
Ai portatori di oggi, ai portatori di domani e, un po’ di più, ai portatori che ci hanno preceduto.
A tutte quelle persona che hanno nel cuore “Maria SS. Madre della Consolazione” e ne condividono la testimonianza d’amore